PREZZO SPECIALE PER I TATUATORI
€ 3.280 + IVA PER
ORDINI E INFO CONTATTARE
staff@tattooepiercing.com
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Europa B Evo si presenta come un’autoclave
di ultima generazione con diverse novità dal punto
di vista del design e dell'efficenza operativa,
sviluppata con la collaborazione dell’ ufficio
ricerca di Tecno-Gaz con altre importanti strutture
di sviluppo esterno.
-La nuova plancia comandi con display blu ha un
forte impatto estetico e grande modernità.
-I nuovi raccordi di ricarica che si inseriscono a
filo del frontale dell’autoclave rappresentano una
vera e propria innovazione
-La connessione all’incubatore biologico B-Test
gestito fa dell’Europa B-Evo l’unica autoclave al
mondo dotata di questo moderno sistema di controllo.
Lo studio delle esigenze degli operatori e degli
obblighi legali hanno portato l’ufficio Ricerca &
Sviluppo della Tecno-Gaz S.p.A. a creare un
incubatore biologico gestito direttamente
dall’Autoclave in modo autonomo che funziona anche
ad autoclave spenta.
I Test biologici sono la base per valutare la
valenza dell’autoclave secondo le normative vigenti,
pertanto Tecno-Gaz S.p.A. ha compiuto un altro
grande passo verso il futuro
Europa B Evo è indispensabile in tutte le strutture
mediche, odontoiatriche e in tutti i settori ove si
necessiti di una sterilizzazione sicura su tutti i
materiali, cavi, porosi, soldi, liberi ed imbustati.
Europa B Evo è la continuità di un successo che
Tecno-Gaz sta ottenendo da anni, infatti migliaia di
professionisti utilizzano autoclavi Tecno-Gaz con
grande soddisfazone.
Peculiarità Europa B
Evo
-Camera circolare in acciaio inox tipo AISI 304
trattata
-Carico massimo per ogni ciclo Kg 5
-3 sicurezze sul portello: elettromagnete,
elettrica, dinamica
-Scheda comandi inserita nella plancia
-Display grafico
-Sistema di allineamento barico automatico
-Caricamento dell’acqua con sistema pompa e blocco
automatico serbatoio pieno
-Guarnizione sul portello per assicurare massima
durata
-Plancia predisposizione posteriore, con possibilità
di carico e scarico automatico dell’acqua
-Sistema di ventilazione forzata integrato
nell’apparecchiatura
-Portatry protetto che evita contatto fra carico e
camera.
Caratteristiche tecniche
Altezza mm 395
Larghezza mm 510
Profondità mm 590
Tensione 230 V / Hz 50-60
Diametro camera mm 245
Profondità camera mm 320
Peso
Kg 54
Assorbimento KW 1,5
Sterilizzazione mediante calore
L’incenerimento:
si bruciano gli organismi distruggendoli fisicamente. Usato per aghi , anse,
vetreria, etc. e altri oggetti che non ne risentono nella struttura.
La bollitura:
100°C per 30 minuti. Uccide ogni cosa eccetto alcune endospore (Veramente,
se si vuole purificare l’acqua 100°C per cinque minuti è adeguato sebbene ci
sono stati casi di cisti di Guardia che sono sopravvissute). Per uccidere le
endospore, e perciò sterilizzare la soluzione, viene richiesta una
bollitura lunga e intermittente.
L’autoclave(vapore sotto pressione or pentola a
pressione): 121°C per 15
minuti. Buono per sterilizzare quasi ogni cosa, tranne le sostanze
termolabili che verranno denaturate o distrutte.
Calore secco (forno d’aria calda):
160°C/2ore or 170°C/1ora. Usata per vetreria, metallo, e oggetti che non
fondono.
Il protocollo e le
raccomandazioni d’uso del calore per la sterilizzazione sono in questa tabella.
Trattamento
Temperatura
Efficacia
Incenerimento
>500°C
Vaporizes organic material on nonflammable surfaces but may destroy many
substances in the process
Bollitura
100°C
30
minutes of boiling kills microbial pathogens and vegetative forms of
bacteria but may not kill bacterial endospores
Bollitura
intermittente
100°C
Three
30-minute intervals of boiling, followed by periods of cooling kills
bacterial endospores
Autoclave e
pentola a pressione
121°C/15 minutes
kills
all forms of life including bacterial endospores. The substance being
sterilized must be maintained at the effective T for the full time
Calore secco
160°C/2 hours
For
materials that must remain dry and which are not destroyed at T between
121°C and 170°C Good for glassware, metal, not plastic or rubber items
Calore secco
170°C/1 hour
Same
as above. Note increasing T by 10 degrees shortens the sterilizing time
by 50 percent
Pastorizzazione
(batch method)
63°C/30 minutes
kills
most vegetative bacterial cells including pathogens such as
streptococci, staphylococci and Mycobacterium tuberculosis
Pastorizzazione (flash method)
72°C/15 seconds
Effect on bacterial cells similar to batch method; for milk, this method
is more conducive to industry and has fewer undesirable effects on
quality or taste
Il calore è l'agente sterilizzante più efficace e più
utilizzato. Se consideriamo gli effetti della temperatura sulla vitalità
cellulare, sappiamo già che, quando la temperatura supera la temperatura massima
che consente la crescita iniziano a manifestarsi fenomeni di letalità. Come è
illustrato nella Figura,
la letalità dovuta all'innalzamento di temperatura è una funzione esponenziale o
di primo ordine, cioè il numero di cellule che
muoiono aumenta in progressione geometrica in funzione del tempo di esposizione;
dalla stessa figura si può, inoltre, osservare che la morte delle cellule è
tanto più rapida quanto più aumenta la temperatura. Poiché la cinetica di
mortalità illustrata nella Figura è una relazione di primo ordine possiamo dire
che, ad una data temperatura, la frazione di cellule che muoiono in ogni
intervallo di tempo è proporzionale solo al numero di cellule presenti in quel
momento e che, quindi, il tempo necessario per uccidere una determinata frazione
di cellule (per esempio, il 90%) è indipendente dal numero iniziale di cellule.
Queste considerazioni hanno importanti conseguenze pratiche: infatti,
il tempo necessario per una sterilizzazione
sarà più lungo se si opera a bassa temperatura piuttosto che a temperatura più alta.
E` quindi, necessario determinare il tempo e la temperatura di trattamento per
ottenere una sterilizzazione efficace. Anche il vettore usato per la diffusione
del calore è importante,
il calore umido
infatti ha un potere di penetrazione maggiore del calore secco.
Il metodo più utile per
caratterizzare l'inattivazione dovuta al calore consiste nel determinare il
tempo necessario per uccidere una precisa frazione della popolazione. In questo
senso il parametro più utilizzato è il tempo di riduzione decimale (D)
cioè il tempo necessario per ridurre di dieci volte
il numero delle cellule vitali. Nell'intervallo di temperature
solitamente utilizzato per la sterilizzazione degli alimenti, la relazione tra D
e la temperatura è esponenziale; quindi, ponendo in grafico il logaritmo di D
contro la temperatura, la funzione che si ottiene è quella di una retta (Figura). La
pendenza della retta fornisce una indicazione quantitativa della sensibilità al
calore dell'organismo in esame nelle condizioni adottate. Grafici di
questo tipo vengono utilizzati per calcolare i tempi di sterilizzazione
necessari in diversi processi, come ad esempio nella sterilizzazione dei cibi in
scatola.
Sebbene il metodo descritto sia
accurato, la sua attuazione è piuttosto laboriosa, in quanto
è necessario allestire un numero molto elevato di
conte vitali.
Un metodo meno preciso, ma di
più facile attuazione, consiste nel determinare il tempo di inattivazione
termica, cioè il tempo necessario per
uccidere tutte le cellule di una popolazione a una data temperatura.
Questo dato viene ottenuto semplicemente scaldando per tempi diversi delle
aliquote di una sospensione batterica, ogni aliquota viene poi inoculata in una
provetta contenente il terreno colturale e incubata. Il campione che dopo
incubazione non presenta traccia di crescita è quello inoculato con
quell'aliquota di sospensione che aveva subito un trattamento sufficiente a
uccidere tutte le cellule. Naturalmente, il tempo di
inattivazione termica dipende dalle dimensioni della popolazione, in
quanto sarà necessario un tempo più lungo per uccidere tutte le cellule di una
popolazione di grandi dimensioni che non di una popolazione di dimensioni
inferiori. Standardizzando il numero di cellule è, comunque, possibile
confrontare la sensibilità al calore di organismi diversi semplicemente
confrontando i rispettivi tempi di inattivazione termica. Ponendo in grafico il
logaritmo del tempo di inattivazione termica contro la temperatura, si ottiene
un grafico simile a quello illustrato nella Figura 8.24.
Le
endospore e le cellule vegetative sono molto diverse per quanto riguarda la
rispettiva resistenza al calore. In una autoclave, per esempio, si raggiunge
normalmente una temperatura di 121ºC in queste condizioni possono essere
necessari 4 o 5 minuti per la riduzione decimale delle endospore, mentre per la
riduzione decimale delle cellule vegetative sono sufficienti solo 0,l - 0,5
minuti. La pratica della sterilizzazione mediante calore risolve, quindi, il
problema della sterilizzazione delle endospore.
Anche
la natura del materiale che viene sottoposto a
sterilizzazione influenza l'efficienza dell'eliminazione di spore e cellule
vegetative. La morte batterica infatti è più
rapida a pH acidi, ed è per questo motivo che cibi acidi, come i
pomodori, la frutta e i sottaceti, sono molto più facili da sterilizzare di
quelli a pH neutro, come il mais e i fagioli.
Elevate concentrazioni di zuccheri, proteine e grassi si oppongono alla
penetrazione del calore e di solito aumentano la resistenza dei microrganismi al
calore. mentre elevate concentrazioni di sale possono sia aumentare che
diminuire la resistenza al calore, in funzione del microrganismo. Cellule
disidratate e spore sono più resistenti al calore delle cellule vegetative; per
questo motivo la sterilizzazione mediante calore di materiali privi di acqua
richiede sempre temperature più elevate e tempi più lunghi di quelli richiesti
da materiali con un certo grado di umidità.
Le endospore sono le strutture maggiormente
resistenti al calore finora note e sono in grado di sopravvivere a condizioni di
riscaldamento che ucciderebbero rapidamente le cellule vegetative della stessa
specie. Si ritiene che,uno dei fattori più importanti nel determinare, la
resistenza al calore delle endospore sia la quantità e lo stato dell'acqua
presente al loro interno, Durante la formazione
dell'endospora, il volume del protoplasma viene molto ridotto in seguito
all'accumulo di Ca2+ e alla sintesi di acido dipicolinico. che
determinano la formazione di una struttura gelatinosa. A questo stadio si forma
la spessa corteccia che circonda il protoplasma e la contrazione della corteccia
provoca il restringimento del protoplasma e la fuoriuscita di acqua. Il
contenuto di acqua del protoplasma determina il grado di resistenza al calore
della spora. Se le endospore hanno un contenuto d'acqua relativamente elevato
avranno scarsa resistenza al calore, e viceversa modificando il contenuto
d'acqua delle spore si altererà la loro resistenza al calore. L`acqua può
entrare e uscire liberamente dalle spore, così che non è tanto l'impermeabilità
delle tuniche sporali che influenza il contenuto d'acqua quanto piuttosto lo
stato fisico del protoplasma, cioè la quantità di dipicolinato di calcio
formatasi.
L`autoclave, uno strumento
estremamente importante nella pratica microbiologica, assicura l'uccisione dei
microrganismi, incluse le endospore, mediante l'utilizzazione di calore umido.
La sterilizzazione mediante
calore prevede un trattamento che provoca la completa distruzione di tutti gli
organismi e poiché le endospore sono praticamente ubiquitarie, le procedure di
sterilizzazione vengono opportunamente programmate per la loro eliminazione. Per
ottenere questi risultati è necessario raggiungere temperature superiori al
punto di ebollizione dell'acqua, e ciò viene ottenuto immettendo
vapore saturo sotto pressione nella camera a
chiusura ermetica dell'autoclave (Figura).Il principio è quello sfruttato
dalle normali pentole a pressione, che infatti possono venire utilizzate con
risultati soddisfacenti per sterilizzare piccole quantità di materiale. La
pressione usualmente utilizzata per la sterilizzazione in autoclave è di
l.1 kg/cm2 (corrispondente
a 1 atm di sovrapressione), che permette di raggiungere una temperatura
di
121ºC; a questa temperatura il tempo
di trattamento è generalmente di
10‑15 minuti.
Se è necessario sterilizzare oggetti di grandi dimensioni, bisogna tenere
presente che la diffusione del calore al loro interno sarà piuttosto lenta, e il
tempo di sterilizzazione deve essere. quindi. sufficientemente lungo da
consentire, anche alle parti più interne, di rimanere a 121ºC per 10‑15 minuti.
Lo stesso vale per grandi volumi di liquidi: anche in questo caso sono
necessari, per i motivi appena illustrati, tempi di sterilizzazione più lunghi
del normale. E` necessario sottolineare che non è la pressione che si raggiunge
all'interno dell'autoclave che provoca la morte dei microrganismi; il fattore
letale è, infatti, l'elevata temperatura che si può raggiungere a pressioni
superiori a quella atmosferica Il vapore è il
vettore del calore.